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Dagli atti del processo le accuse a Don Cesare Lodeserto PDF Stampa E-mail
Scritto da RadioPaz   

Dagli atti del processo le accuse rivolte dal Pm Carolina Elia (Procura di Lecce) a Don Cesare Lodeserto:, direttore del Cpt Regina Pacis di San Foca (Lecce)


  • Pur avendo l'obbligo giuridico di impedire che gli operatori del Centro, direttamente sottoposti al suo potere disciplinare, usassero violenza nei confronti degli stranieri trattenuti, trovandosi in più occasioni ad assistervi, e comunque avendo la consapevolezza che ciò stesse accadendo, non impediva a G. Lodeserto, Vieru, Dokaj, Gozlugol, Mara, Sen di colpire con calci, pugni, spintoni, schiaffi ed altro i cittadini stranieri fuggitivi.
  • Abusava personalmente dei mezzi di correzione ai danni di Soiuden Montassar, Jdidi Feker, Yakoubi Ridha, Camisa Amid, Deli Mohamed, Lesmi Habib, Salem Mohamed, Benshine Mohamed, e in particolare unitamente a Vieru, G. Lodeserto, al carabiniere Alberga e ad altri carabinieri (allo stato non identificati), afferrava Souiden per i capelli e lo sbatteva ripetutamente con violenza sul muro, facendogli sbattere prima la nuca e poi la faccia in prossimit? dello spigolo della porta, così gli cagionava un trauma cranico commotivo con vasta ferita all'arcata sopraccigliare sinistra; poi armatosi di un manganello in dotazione ai carabinieri in servizio, colpiva nuovamente Souiden sul volto, causandogli la rottura di due denti ed una ferita sotto al mento.
  • Unitamente ad alcuni carabinieri (allo stato non identificati) percuoteva Jdidi, Yakoubi, Camisa cagionando loro lesioni personali.
  • Sputava sul viso Salem.
  • Colpiva con le mani sul volto Deli e Lesmi (quest'ultimo vistosamente sanguinante al viso) dopo che gli stessi erano stati rintracciati e ricondotti al centro in manette.
  • Colpiva con uno schiaffo sul viso Benshine e strattonava Louro afferrandolo per il cappuccio e spingendolo contro il muro, così unendosi al pestaggio, con conseguenze lesive, compiuto ai loro danni dai carabinieri D'Ambrosio e Ottomano.


Accuse per Francesco D'Ambrosio, uno dei carabinieri graduati in servizio:

  • Unitamente ad alcuni carabinieri (allo stato non identificati), percuoteva Louro, Benshine Abedhadi, Salem e li costringeva ad ingoiare carne di maiale cruda (in violazione a quanto prescritto dalla loro religione), con violenze minacce consistite nel tenere ferme le vittime bloccando loro mani e piedi, nell'utilizzare il manganello e/o le dita per spingere la carne in bocca e nel prospettare ulteriori punizioni corporali in caso di disobbedienza.
  • Unitamente a D'Epiro Alessandro, Blasi Francesco, Di Pierro Mario, Fumarola Giovanni percuoteva Deli e lo costringeva ad ingoiare carne di maiale cruda, con violenza consistita nel tenerlo bloccato e nel ficcargli in bocca la carne con l'uso del manganello, così cagionandogli altresì lesioni personali".
 
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