|
Nuova rubrica di recensioni: Roll with it |
|
|
|
|
Scritto da Antonella Pastore
|
|
Artista: Caparezza
Album: Habemus Capa
"Mors mea? Tacci tua!"
Esordisce così Michele Salvemini da Molfetta, in arte Caparezza, risvegliandosi nel bel mezzo del suo funerale inscenato nella traccia introduttiva del suo ultimo album: Habemus Capa.
E' evidente, il Caparezza di "Fuori dal tunnel" non c'é più, prende atto del successo mediatico e commerciale raggiunto grazie al secondo album "Verità supposte" (2003), ma preferisce scrollarsi di dosso l'etichetta del tormentone.
Così durante più di un anno di assenza dalle scene medita il " suicidio
artistico", trovata efficace e teatrale che esprime in pieno la voglia
di lasciarsi alle spalle l'inno dell'ansia del divertimento (Fuori dal
Tunnel), abusato e frainteso, tanto da diventare colonna sonora
perfetta per divertirsi.
D'altronde il Capa non è in quanto a
"morte e resurrezione", se lo ricordano in pochi a Sanremo nel '97 con
"E la notte se ne va" tratto dal suo primissimo album "La mia buona
stella", quando si faceva chiamare Mikimix e la chioma-rezza non c'era
ancora.
Lasciatosi alle spalle questa esperienza, torna sulle
scene nel 2000 con il suo primo album da Caparezza che riscuote scarso
successo commerciale ma incuriosisce per lo stile rap molto personale,
in cui si alternano giochi di parole e sparate a zero, scanditi da
millimetrica precisione stilistica, il tutto a suon di rime,
allitterazioni e assonanze.
Stesso stile per l'ultima fatica del
cantante pugliese, che vestendo di volta in volta i panni di personaggi
surreali, denuncia i mali della società contemporanea con ironia
pungente. Dalla sfiducia nei confronti dei politici ( Gli insetti del
podere) all'informazione falsata (Ti giri),sottolinea l'amarezza dei
giovani meridionali, costretti ad attingere alle proposte di lavor
offerte dal Nord ( Inno Verdano) attraversando il malessere interiore
causato dalla difficoltà d'inserimento ( La mia parte intollerante).
Parola d'ordine di Habemus Capa è quindi "parodia" in tutte le sue
forme, la ritroviamo persino nella foto in copertina , raffigurante una
seduta spiritica in cui si cerca di evocare l'anima del Caparezza
scomparso.
|