 “Fuori la voce è un ideale, una visione del mondo e dell’umanit? , nella sua totalit? . Fuori la voce è un insieme di sensazioni, emozioni, percezioni; è tutto ciò che si vuole dire e non si può…”. Così gli Aioresis (in alto, in un concerto del festival La Notte della Taranta) presentano il loro nuovo lavoro discografico, uscito i primi di Agosto, annunciando anche l’evidente e pienamente riuscito salto di qualit? e una crescita di stile e tecnica che questo disco ha portato con sé.
Il gruppo si d? un altro volto, figlio naturale di un percorso intrapreso ormai da tempo nell’ambito della musica popolare, ma che si è ormai dato un’evoluzione originale verso un nuovo sound dall’impronta etno – popolare che vede affiancati ai tradizionali strumenti (chitarra, mandola, tamburello, organetto), contrabbasso e batteria.
Il risultato è un contagio musicale, un virus che si diffonde nell’aria per “avvelenare” di ritmo corpo, vene, anima….
Il repertorio presenta un percorso di undici brani, che pur rimanendo fedeli all’essenza della pizzica, si nutrono di influenze diverse provenienti da altre tradizioni meridionali,esplorando inediti arrangiamenti dei classici della tradizione e proponendo brani originali nella musica e nei testi. Non solo buona pizzica, dunque, ma uno spunto per “tirar fuori la voce” per esprimere i conflitti e le paure dei tempi attuali, per denunciare nuovi soprusi. Un mix, insomma, tra tradizione e modernit? , una piacevole occasione per lasciarsi trasportare dai ritmi travolgenti della pizzica, cogliendo contemporaneamente nuovi spazi di riflessione.
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