Rinviato a giudizio don Cesare
Lodeserto per il reato di peculato. Il giudice per le indagini preliminari di
Lecce, Andrea Lisi, ha disposto il rinvio a giudizio per don Cesare Lodeserto,
per il reato di peculato relativamente alle somme assegnate dallo Stato per la
gestione del Centro di permanenza temporanea Regina Pacis e l’attivit? di
assistenza agli immigrati clandestini. L’udienza si terr? il 7 ottobre presso
la prima sezione penale del Tribunale di Lecce. L’avvocato Pasquale Corleto,
difensore di Lodeserto, raggiunto al telefono non vuole rilasciare alcuna
dichiarazione, “gi? - dice- ne abbiamo rilasciate troppe”. È il quarto processo
per Lodeserto, indagato anche per simulazione di reato nel processo sul falso
sms intimidatorio che il sacerdote si sarebbe autoinviato e per maltrattamenti
e violenze in altri due processi. Ricordiamo che Lodeserto è dal 26 marzo
scorso agli arresti domiciliari che sta scontando da ieri a casa della madre a
Lecce.
Resoconto della quarta udienza del processo a don Cesare Lodeserto
Scritto da Michele Frascaro
Gio 14/04/2005. Questa mattina alle ore 10.58 si è
aperto nell’Aula di giustizia del Tribunale di Lecce il processo che vede come
imputato Don Cesare Lodeserto, ex-direttore del CPT Regina Pacis, accusato
dalla Procura di Lecce di simulazione di reato. I fatti: Don Cesare Lo deserto ha
ricevuto, nel settembre 2001 , sul suo cellulare un SMS in cui c’era scritto “Tu
sei morto”; in conseguenza di questo episodio è stata riassegnata lascorta al prelato. La
Procura, PM Paola Guglielmi, a seguito di indagini, ha
accusatoDon Cesare di essersi
autoinviatoquell’sms; da qui il rinvio
a giudizio, e l’apertura del processo.
14 Aprile 2005: RadioPaz realizza uno
speciale per seguire la quarta udienza del processo a don Cesare Lodeserto, gestore del CPT Regina Pacis di San Foca, accusato (insieme
ad altre 18 persone) di vari reati tra cui: abuso dei mezzi di
correzione, percosse e violenze ai danni di 17 maghrebini "ospiti" del
CPT salentino. Lodeserto sar? chiamato nello stesso giorno a comparire in un'altra udienza che lo vede imputato per falso e simulazione di reato.